07.17 – Le cuciture impertinenti di un calzino rassegnato.

A casa mia, c’è un piedino piccolo piccolo, oddio non troppo piccolo, diciamo una via di mezzo tra uno di quelli grandi che possono mettersi scarpe di tutti i tipi e quelli che le scarpe ancora non le hanno mai viste; il piedino di casa mia è un piede che s’infila in scarpette rosa e stivaletti di gomma, che ancora non mette i tacchi ma si raffredda allegramente nei pomeriggi  di gennaio.

Il piedino di casa mia, stamattina, prima di mettersi le scarpe da ginnastica e andare a scuola si è infilato in un calzino che è un pò la maglietta della salute di ogni piede che si rispetti.

I calzini sono delle creature che accettano con rassegnazione la loro vita adattandosi alle forme di piedi e polpacci, ma  stamattina un cucitura non voleva proprio aderire a quel piedino freddo, così si è rannicchiata in un cantuccio proprio sopra al mignolino. E togli e metti e sfila e infila, “e le scarpe sono rimaste strette!” “ma no dai, forse è solo un capriccio.” “ma dai che ancora manco è sveglia!” fatto sta il calzino con aria rassegnata è stato sfilato e abbandonato sul lettuccio ancora caldo, sostituito da un prodigioso  calzettone di quelli moderni, senza cuciture percarità, antiaqua-vento-caldo-freddo-noia-e cenoni di Natale.

La cucitura baldanzosa e con poca voglia di andare a scuola si è rituffata a cavallo del suo calzino nel  cesto della biancheria da piegare e il povero calzino che si era preparato per la gara tabelline se ne restò solo soletto a ripassare e a scomodare asini…

6×6 36 asino che sei, 6×8 48 asino cotto, 6×5 30 l’asino che stenta e tanti altri asini ancora…

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