Lavoro, fine capitolo.

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Stamattina dopo due anni si è finalmente concluso il capitolo lavoro, ho firmato un accordo per dilazionare il TFR e tanti baci. Dopo la seconda maternità ho deciso di non tornare in azienda ma di stare a casa a investire sui miei sogni che non sono soltanto i figli, la famiglia col mulino che gira e la colazione calda di forno alle 7 di mattina con la tovaglia di lino perfettamente stirata. Penso che l’argomento lavoro per noi mamme sia un argomento più che delicato che esige rispetto, rispetto per chi lavora lontano da casa e per chi invece lavora a casa, per chi ha deciso di dedicarsi ai figli al 100% e per chi ci si dedica per quel che può insomma credo che ognuna di noi dovrebbe essere libera di comportarsi come vuole, senza essere giudicata perché in fondo ognuna di noi è il giudice più  severo di se stesso. Io con due gravidanze in 13 mesi non ho rimesso piede in ufficio perché non sarebbe stato pensabile, ma ora il ruolo della casalinga disperata mi sta davvero stretto soprattutto perché disperata non lo sono mai stata e darmi della casalinga sarebbe un insulto a chi casalinga lo è davvero, io come ho già scritto più volte casomai arranco, c’è invece una cosa  che mi riesce bene ed è fare il mio lavoro, comunicare e organizzare, ed è quello che farò con i miei modi e miei tempi a piccoli passi a partire da qui da questo piccolo spazio che la rete ci concede e da qualche grillo che ancora conservo nella mia testa di ventinovenne e poco più. A proposito di grilli, qualcosa con i soldi del TFR me lo regalo perché non si vive solo di cose serie e spese oculate,  vabbè basta giustificazioni mi regalo un bel carré di Hermes perché come dice la mia amica artista visionaria me lo merito. Ad maiora…

 

 

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