Di quella volta in cui Carrie Bradshow prese Maria Montessori a calci in culo.

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E del mio cambiare idea, nonostante tutto.

Avevo deciso alla fine del mese scorso di non mandare RacheRock in nessun centro estivo, campus, colonia o congrega di streghe, così avremmo potuto passare tante magnifiche ore di amore materno e cementare il nostro rapporto madre/figlia senza la presenza della sorella minore e naturalmente io avrei potuto vincere il premio mamma dell’anno. Aggiornamento dell’ultima ora, ho desistito ancor prima di iniziare.

L’ho segnata al campus, ma non l’ho solo segnata, ho implorato e supplicato la segretaria di prenderla e di farla stare con il suo inseparabile amico Ilippo (N.d.R. Filippo) e nonostante fossimo in ritardissimo con le scadenze si è gudagnata, a caro prezzo aggiungo io, un posto in prima fila con un gruppo di atri 4 bambini al campus tenuto da due insegnanti americane nel suo nido fighetto. In ogni caso il modo di pulirmi la coscienza dovevo trovarlo.

E poi ho iniziato a pensare a quanto riusciamo veramente ad applicare alla vita quello che in teoria sembrerebbe fantastico, cioè a quanto sarebbe bello dedicare del tempo vero ai nostri figli e a quanto sarebbe altrettanto bello però se i loro ritmi coincidessero con i nostri, quando tu pensi “oggi ti porto in libreria stiamo solo mezz’ora, ridiamo e ci abbracciamo prendiamo due cose e ci ammazziamo di gelato bio” ciò che accade e puoi giocartici quello che vuoi è che dall’alto dei suoi due anni e mezzo la pupa inevitabilmente s’innamori di un unico libro che illustra come insegnare al gatto a cagare nella lettiera mentre tu scegli dei libri bellissimi che neanche guarderà, si va via tra lacrime e imprecazioni e grossi grassi mai più.

Ecco ieri ne parlavo con un amica, mi diceva che le piacerebbe passare più tempo con sua figlia ma alla fine non sa se riuscirebbe a sopportarla; è proprio questo il punto non sentirsi obbligate e non sentirsi in colpa, ho passato l’intera domenica con le mie figlie  con la consapevolezza che domani vanno al campus e che io avrò tempo di fare tutto compreso un giretto per saldi, perché ci sono le loro di esigenze ma ci sono anche le mie quindi nella giusta misura per me vale tutto, non solo campus ma anche nonne, tate e qualsiasi cosa mi eviti il ricovero in psichiatria perché qualche volta la Carrie che c’è in me non resiste e a Maria Montessori, la prende a calci in culo.

 

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