Home- Le 5 cose che ho imparato negli ultimi 10 traslochi.

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Ovvero come essere felice senza rimanere schiacciata sotto pile di scatoloni.

In 30 anni ho cambiato un sacco di case, diciamo che i miei non erano proprio quelli che la casa di proprietà e la roulotte parcheggiata al solito campeggio da marzo, i miei erano più quelli che l’affitto sempre puntuale ma al mare si parte verso Rimini e si prenota dove troviamo posto, stesso albergo mai; amici estivi al solito bagno, mai. Tutto abbastanza vissuto sul filone del ricordo delle loro zingarate giovanili.

La cosa mi ha sempre divertita e soprattutto mi ha aiutato a sviluppare un certo spirito di sopravvivenza che ancora oggi mi fa amare in modo quasi sconsiderato ogni imprevisto o cambio di programma o cambio e basta; ecco di case, negli ultimi tre anni tanto per capirci, ne ho cambiate quattro e ho imparato che:

  • Non si comprano le cose che ci sembrano carine nei supermercati cinesi, te le ritroverai piene di polvere e non intendo nè polvere shabby chic nè polvere bianca dagli effetti euforizzanti, intendo polvere che ti costa più il ricambio del Swiffer per pulire che l’oggetto in partenza.
  • A fare attenzione al mio guardaroba, pochi pezzi molto fighi, abolisco tutto quello che stinge, che è scucito o che non ricordavo di avere per un motivo molto semplice se stinge dovrò lavarlo a mano (perdita di tempo), se è scucito non troverò una sarta nel raggio di 150 km (seconda legge di Murphy) se non ricordavo di averlo non ne ho bisogno(e probabilmente è brutto, ecco perché il mio cervello lo ha rimosso).
  • Lasciar andare il vecchio, ecco le scatole dei ricordi dovrebbero essere grandi più o meno quanto un blister di pillole anticoncezionali, perché credo che è del futuro che ci nutriamo, i ricordi sono importanti ma pesano meno se li lasciamo in fondo al cuore o se proprio siete delle inguaribili conservatrici approfittate delle soffitte delle vostre mamme, saranno ben contente di tenere quella mezza tonnellata di tutine taglia 0 dei vostri figli.
  • A farmi aiutare, a farmi aiutare da chiunque si renda disponibile; amici, parenti, vicini, conducenti GLS e chi più ne ha più ne metta perché non c’è uomo con un vassoio di bomboloni alla crema e un caffè caldo non spenda cinque minuti per montarvi una tenda o scaricare quello scatolone pieno delle vostre scarpe.
  • Ultimissima cosa, ho imparato che non tutto sarà pronto subito e quando mi faccio prendere un attacco d’ansia perché tutto sembra un cantiere, mi compro una piccola pianta fiorita che mi ricordi che il mondo è costituito da piccole bellissime cose e che un passo alla volta tutto troverà il suo posto e il suo tempo,  mi calmo e metto su un buon caffè.

 

 

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